4 Marzo 2020

CLINICA PEDIATRICA MACCIOTTA

SARDINIA URBEX IN UNA CLINICA PEDIATRICA ABBANDONATA

 

Era il 21 Luglio del 1973 quando, a poche ore dalla mia nascita, varcavo la soglia della Clinica Macciotta: non avrei mai immaginato che 46 anni dopo sarei ritornato in quegli edifici come esploratore urbex.

La clinica pediatrica Macciotta entrò in funzione nel 1938 e ben presto divenne un centro di riferimento e d’avanguardia per le cure pediatriche: al suo interno erano presenti le strutture di Neonatologia, Patologia neonatale, l’Istituto di Puericultura e la Neuropsichiatria infantile.

La clinica rimase attiva fino a quando non vennero evidenziati importanti problemi strutturali e la struttura venne quindi dichiarata inagibile.

Erano le 23.54 del 14 Giugno del 2013 quando partì la prima ambulanza diretta al nuovo Blocco Q del Policlinico Universitario di Monserrato: i primi ad essere trasferiti furono quelli della terapia intensiva neonatale e della puericultura non gravi e successivamente è stato il turno dei bambini con patologie gravi.

Le operazioni di trasferimento sono poi proseguite ininterrottamente fino a tutta la mattina successiva e grazie anche ad imponenti misure restrittive al traffico ma soprattutto grazie ad una macchina organizzativa impeccabile, vennero trasferiti in totale  36 bambini.

Sono tanti i bambini che in oltre 70 anni di attività hanno visitato la clinica Macciotta, chi per analisi di routine e chi per problemi più gravi: qualcuno ha rischiato la morte e qualcuno ha deciso di raccontarmi quel poco che si ricorda.

Ho raccolto per voi tutte queste testimonianze.

“Ho trascorso 7 anni nella clinica macciotta tra day ospital e ricoveri…L’odore era un misto tra vecchio e disinfettante..Per fare le lastre andavamo nei sotterranei ed al 3°piano se non ricordo male sulla sinistra c’erano degli stanzini molto piccoli dove facevo Ecg con delle cuffie pesantissime”

“Non era piacevole lavorare lì almeno così so dai racconti di mia madre , un giorno le chiesi il ricordo più terribile della sua carriera lavorativa…mi parla tutt’oggi di un bambino di due mesi arrivato in condizioni disperate , completamente ustionato ma talmente ustionato che la pelle cadeva a brandelli , una pentola di acqua bollente le era caduta addosso…il bambino durò cinque giorni purtroppo morì a causa delle gravi infezioni…mia madre fu una di quelle infermiere che si occupava della medicazione . le urla di quella povera creatura durante la medicazione traumatizzarono per sempre mia madre che tuttora quando sente il pianto di un bambino le viene un attacco di panico”

il piano terra a destra me lo ricordo bene…c’era la segreteria, lo studio del direttore di dipartimento, Un laboratorio e due studi più una stanza con dei box dove mettevano allevamenti di zanzare…si, zanzare…le usano per prendere il dna”

“È successo tutto 20 fa. Mio figlio nacque di 35 settimane con un cesareo urgente nell’ospedale di Carbonia. Subito si accorsero che la situazione era drammatica, visto che era ormai cianotico. Lo portarono di corsa al Macciotta e da lì inizio la sua lotta per la sopravvivenza. Il suo cuoricino era molto affaticato e più grande del normale, i suoi polmoni, essendo nato asfittico era chiusi e in più aveva un edema cerebrale che,nel caso avesse superato i primi due problemi,l’edema era preoccupante ,perché c’era un rischio altissimo,con la possibilità che non avrebbe avuto una vita normale. Appena dimessa dall’ospedale , mi recai da lui tutti i giorni per un mese intero. Nonostante il taglio (cesareo), salivo per 4 piani su per le scale. Sveglia alle 5 ,togliermi il latte, poi un’ora di macchina verso il mio angioletto……Mi trovo davanti ad una vetrata con dietro le culle, sto lì per ore e ore, tutta la giornata; non posso tenerlo in braccio, è tutto intubato. Ogni tanto dottori e infermieri monitorano, fanno prelievi. È una sofferenza enorme vedere il proprio figlio in quello stato. Un giorno visto che la situazione era stabile, decisi di riposarmi un po’ a casa. Mi chiamarono dall’ospedale e mi dissero di recarmi subito lì perché probabilmente non ce l’avrebbe “fatta”. Vidi i medici che cercavano di rianimarlo….Poi dal giorno successivo iniziò il miglioramento, anche l’edema miracolosamente,con grande sollievo anche dei medici si riassorbi’

“Il pediatra a suo tempo disse a mia madre di non preoccuparsi che avevo delle semplici coliche che vengono a tutti i neonati..mentre invece avevo l’intestino con un nodo(chiamata invaginazione intestinale) e mia madre dopo che vide nel pannolino sangue mi ha portato in quell’ospedale, operazione d’urgenza e un mese di incubatrice…la Dottoressa a mia madre disse che se avesse aspettato qualche ora non ce l’avrei fatta”

“Io sono nata settimina, so che mi portarono alla clinica Macciotta ma ne ho sempre sentito parlare male…qualcuno la descriveva come clinica lager…”

“Sono stato ricoverato per l’appendice 16 anni fa e ricordo che fosse un posto vecchio…luci soffuse, c’era sempre freddo ed i corridoi mettevano ansia”

“Io ricordo un ascensore antichissimo con le porticine interne che mi faceva paura…mia figlia era ricoverata al secondo piano, io all’epoca fumavo e facevo sempre le scale pur di non prendere quell’ascensore!”

“Facevano entrare i genitori solo il mercoledì e la domenica…il cibo era buono, soprattutto il semolino…mia madre ricorda una stanza dove c’erano neonati con una sorta di flebo in testa…”

“Avrò avuto 6 o 7 anni…mi ricordo quando ero in quarantena…in pratica c’erano delle stanze suddivise da pareti in alluminio e vetro che avevano 5/6 posti letto. Poteva entrare un solo familiare per ogni bambino…passata la quarantena mi misero in una camerata mista con più di 10 bambini”

“Ricordo che all’entrata delle ambulanze i muri erano in condizioni pietose e scrostati, dove si mangiava nelle cucine mancavano le mattonelle…e nei corridoi i tubi erano a vista”

GALLERIA FOTO

NOTA:

Le foto in tutti gli articoli sono pubblicate esclusivamente per documentare la bellezza di questi posti e non sono un invito a replicarle. Sardinia Urbex declina la propria responsabilità di fronte ad atti vandalici e sconsiglia l’ingresso.

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